Frida

UN POMERIGGIO CON FRIDA

Sicuramente un pomeriggio diverso, una gita fuori porta a Milano per scoprire una parte del mondo di colei che è stata una vera icona femminile del mondo dell’arte (e non solo) nel Novecento: Frida Kalo. Un’interessante esposizione ospitata dal Mudec di Milano in programma fino al prossimo 3 giugno 2018 …quindi, createvi un’occasione per andarla a vedere!.

Un susseguirsi di quadri, fotografie, disegni, scritti, litografie…che mettono in luce tutta la vita di Frida, come donna e come artista.

Frida

Una vita non semplice e travagliata, ma sicuramente affascinante: affetta da spina bifida, a 18 anni rimane vittima di un bruttissimo incidente in autobus che le provoca la frattura della colonna vertebrale e numerose altre fratture in tutto il corpo. E’ così costretta ferma nel letto per molto tempo, obbligata ad indossare diversi gessi e busti e a subire molte successive operazioni nel corso della vita (ben 32), accompagnata costantemente da un dolore fisico unito ad altro dolore nel dover affrontare e, mai superare psicologicamente, tre aborti.

Frida

Frida

E’ però “grazie” a questa vita di costrizione che inizia la passione di Frida per il mondo dell’arte, iniziano i primi suoi fantastici autoritratti, eseguiti grazie ad uno speciale cavalletto e ad uno specchio sul letto a baldacchino che le permettono di disegnarsi sdraiata nel suo letto: “Dipingo me stessa perché trascorro molto tempo da sola e perché sono il soggetto che conosco meglio”.

Nonostante tutto il suo vissuto, è ed è rimasta una donna forte, appassionata, coraggiosa…vivacissima.

Mostra sempre orgogliosa tutta la sua femminilità, facendo del suo corpo un manifesto, nonostante le sue folte sopracciglia scure (adorabili!) che si uniscono come ali di uccello e la peluria sul corpo; i lunghi capelli neri ornati di nastri e di fiori, collane, anelli e orecchini, lunghe gonne dai mille colori sottolineano sempre la sua femminilità e la sua messicanità tanto da sembrare quasi una divinità azteca.

Frida

Frida

Immancabile, come in tutte le storie di vita, il grande amore, quello per l’artista Diego Riveira. Una passionalità irrefrenabile la loro (dice Frida: “Ho subito due gravi incidenti nella mia vita…il primo è stato quando un tram mi ha travolto e il secondo è stato Diego”), costellata da diversi reciproci tradimenti. Lui, il primo che ha creduto nella potenzialità artistica della donna, un uomo gigantesco, lei, minuscola al suo fianco…parlavano di loro come “l’elefante e la colomba”. Un amore forte, che li unisce, li separa, li riunisce e che, indubbiamente, li ha resi la coppia per eccellenza della storia dell’arte. Mi sono emozionata a guardare il video dei due amanti sulle note, in sottofondo, di “Diego e Io” di Brunori Sas.

Frida   
Frida

Una buona parte dell’esposizione è dedicata alla fotografia, a colori e in un bellissimo bianco e nero; scatti rubati di vita, di Frida, della sua famiglia, di Diego. Figlia di un fotografo, indubbia è stata per lei l’importanza di quest’ arte, influenzando notevolmente la sua pratica pittorica….senza ombra di dubbio, un aspetto dell’allestimento della mostra che ho profondamente apprezzato.

Frida

Frida

Rimane il ricordo di un’arte bella, colorata, profonda, piena di riferimenti alla Madre Terra, alle origini di Frida (del Messico ritroviamo nei suoi quadri la flora e la fauna, i cactus, le scimmie, i pappagalli), alla politica (altro capitolo importante nella sua vita) e al Dolore, quello fisico e quello spirituale, di una piccola ma grande donna e di madre mancata, che è riuscita a pieno a trasformare la sofferenza in vera arte.

Link

Frida Kalo al Mudec di Milano

 

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